Contattaci 0982.90730 - 3485174428

Fondazione “La Gàrdia 1561” - ONLUS
C/da Terme Luigiane, 6 - Acquappesa (Cosenza)
tel. 0982.90730 - 3485174428

5. La porta d’ingresso al Parco.    

L’ingresso al Parco è rappresentato da una porta che dovrebbe simboleggiare sia la Porta del Sangue che l’accesso ad una cittadina medievale ovvero al Castello del feudatario.
Sulla porta d’ingresso sono sistemati i botteghini per l’acquisto dei biglietti d’ingresso e, poco più oltre, il locale del cambiavalute.
Qui il visitatore, cambia gli euro in moneta del Parco. Tale moneta è il “Guardiolo” che ha un valore di 10 euro; a sua volta il “Guardiolo” vale 10 “Tron”, quindi, un euro.
All’interno del Parco devono essere effettuati pagamenti solo con questa moneta. Al visitatore i “Guardioli” ed i “Tron” verranno consegnati in un sacchetto di cuoio con un laccio di chiusura ed un passante (anch’essi in cuoio) idoneo per appendere il sacchetto alla cintura dei pantaloni. Il sacchetto o “borsa dei denari” o “scarsella” porterà stampato il logo di sponsorizzazione del Parco. Altri posti di cambiavalute saranno posizionati all’interno del Parco.
All’uscita i visitatori che non avessero speso tutta la moneta del parco, effettueranno il cambio inverso.

6. Ingresso al Parco. La piazza.

Si entra nel Parco e, dopo la porta, ci si trova nella Piazza dell’Amicizia e dell’Amore.
E’ un’ampia area di forma preferibilmente circolare, pavimentata possibilmente con un pavimento tipico del periodo medievale cioè in mattoni rustici ovvero con basole di pietra locale grigia o chiara.
Al centro della piazza spicca il monumento “all’Amicizia ed all’Amore” realizzato in pietra, ferro o qualsiasi altro materiale ed ispirato, così come dice il nome, all’Amicizia tra cattolici e valdesi, italiani e migranti che fuggono dalla fame e dalla guerra, ecc.; ed all’Amore quello cantato dai Trovieri o Trovadori o Trobadori.
Tutta la circonferenza della piazza sarà piantumata da un’alta siepe sempreverde.
Lungo la circonferenza saranno posti dieci (10) pannelli con gigantografie (cinque (5) sul lato destro dell’ingresso e cinque (5) sul lato sinistro). Su cinque saranno rappresentati temi riguardanti l’Amicizia e cinque rappresenteranno immagini di Trovadori o brani delle loro opere.
L’illuminazione notturna della piazza sarà realizzata con luce soffusa tutt’intorno alla piazza e con luci dirette con spot o altro verso i pannelli e, ancora più forte ed intensa sul monumento.
Sulla piazza l’accoglienza è fatta da giocolieri che intrattengono i visitatori.
Dalla piazza ci si immette sul viale della Memoria.

7. Il viale della Memoria.

E’ il viale principale che percorre il Parco da un capo all’altro.
E’ completamente pavimentato ed avrà, ai bordi (per le ore serali e notturna) una illuminazione soffusa ma sufficiente per permettere il passeggiare e camminare dei visitatori realizzata con elementi bassi e possibilmente in legno meglio se realizzati artigianalmente.
Lungo tale viale, sui due lati, continueranno le gigantografie di immagini e/o di brani Trobadorici con la possibilità di poter ascoltare la biografia del singolo Trovadore raffigurato o la declamazione del brano presente nella gigantografia con la semplice spinta di un pulsante posto su un montante della stessa.
Dietro le gigantografie, sui due lati, verrà realizzata una fitta siepe ad altezza d’uomo in modo da non permettere al visitatore la visuale verso le attrazioni che dovranno svelarsi e creare meraviglia solo nel momento in cui lo stesso vi farà ingresso.
Il dislivello che sicuramente dovrà superare il viale, sarà superato con gradini la cui alzata sarà realizzata in legno e la pedata, abbastanza larga, sarà pavimentata così come la piazza.
Lungo il viale sarà realizzata una fontana (tipo laghetto artificiale) che interrompe lo stesso e che, per superarla, sarà realizzato un ponticello in legno.
La fontana sarà completata con giochi di luci e zampilli di acqua che varieranno di intensità al suon di musica.

8. Il Labirinto.

La prima attrazione che il visitatore incontra lungo il Viale della Memoria è il labirinto in cui ci si immergere cercando di trovarne l’uscita.
Il Labirinto sarà realizzato con siepi abbastanza alte da non permettere di vedere il tracciato. Esso può essere del tipo classico ovvero realizzato con uno schema libero. Si mostrano vari tipi di labirinto ai quali potersi ispirare :


Fig. 5 – Schemi di labirinti

9. Il giardino cortese.

La cultura "cortese", quella dei Trovadori, fa del giardino il luogo deputato agli incontri poetici, amorosi e delle discussioni (soprattutto sull'amore).
Le descrizioni dei giardini di Chrétien de Troyes nel "Roman de Tristan" e nel "Roman de Erec ed Enide" sono magiche ed incantate.
Accurata è la descrizione di un "magico verziere".

" ... esso non era cinto né da mura né da steccati, ma solo dall'aria che per negromanzia circondava interamente il giardino, sì che non si poteva entrare che per un unico accesso; proprio come se fosse stato cinto da un'inferriata.
Vi maturavano fiori sia d'inverno che d'estate: essi per incantesimo potevano essere raccolti solo dall'interno del giardino e non era possibile portarli fuori.
Chi ne avesse preso uno per portarlo via non sarebbe mai potuto uscire; e non avrebbe mai raggiunto il varco d'uscita finché non lo avesse ricollocato al suo posto. "

Il "giardino cortese" del Parco sarà di forma quadrata di circa 30 metri di lato. Intorno non è più il "muro d'aria" che descrive Chrétien de Troyes, ma una più realistica spalliera di rose a separarlo dall'ambiente circostante. Proprio le rose sono un elemento classico del giardino cortese e, la loro disposizione su spalliere, è ridondante nell'arte medievale.
Degli olmi disposti lungo il perimetro adombrano l'interno del giardino e dei pannelli con la riproduzione (in gigantografia o altro sistema) delle immagini e di parte delle opere dei trovadori.
Al centro è presente  una "piazza" rotonda, ai limiti della quale sono disposte delle "panche d'erba", altro elemento tipico della cultura cortese. Si tratta di cassoni riempiti di terra e seminati con specie di tappeto erboso, in questo caso Cynodon dactylon.
Per la realizzazione di queste strutture si è fatto riferimento a illustrazioni e miniature storiche che spesso ritraggono con molta precisione i lavori da svolgere nel giardino e alcune sue attrezzature particolari.
Nello specifico, un giardino attrezzato con panche e sedili d'erba da una descrizione del Roman de la Rose.
La stessa struttura è riportata dal de' Crescenzi (Pier Crescenzio Bologna, 1233 - 1329) tramite un'illustrazione riguardante la sua costruzione.
10. Il pergolato.

Subito dopo il "giardino cortese" il visitatore incontra "il pergolato" una struttura questa già nota alla cultura classica e sempre presente nei giardini delle antiche ville romane.
Il giardino, infatti, nell'età classica non ha carattere religioso ma è pensato e costruito per diventare "rifugio" delle Muse. Si guarda al passato con rispetto ed ammirazione, cercando, a volte, di riprodurre ambienti tipici del passato.
"Il Pergolato" non è solo una struttura tipica, ma un richiamo netto al passato, un collegamento con la magnificenza del mondo classico.
Nel medioevo è quasi sempre adiacente ad una abitazione, vi si coltiva la vite non solo per i frutti che essa è in grado di offrire, ma anche per la piacevole ombra che dà nei giorni più caldi, per la tranquillità che crea al suo interno, per il riposo e l'ozio.
Nel Parco il pergolato è inteso come una "galleria" curva lunga circa 100 metri e larga circa 3 metri, pensata come percorso museale lungo il quale disporre copie di dipinti e testi del periodo medioevale (con maggiore evidenza dei fatti storici sia dei Valdesi che del villaggio "ultramontano" di Guardia.

11. Il Giardino dell'Eden.

Terzo ed ultimo giardino è il "Giardino dell'Eden".
Il "Giardino" è piantumato con filari di erbe aromatiche (Lavandula officinalis, Mentha piperita, Origanum vulgare, Rosmarinu officinalis) e di graminacee formando piccole onde seguendo l'andamento del terreno.
Nella parte più a valle del giardino vi è una fontana a forma di croce (X) i cui terminali indicano i quattro punti cardinali.
Si tratta di due canali lunghi 25 metri, larghi 2 metri e profondi 50 centimetri che si incrociano perpendicolarmente.
Da nord e da est due getti d'acqua alimentano i canali e la leggera pendenza naturale del terreno consente all'acqua di scorrere naturalmente verso i lati opposti.
Un sistema di pompe rimanda l'acqua all'estremità nord ed est per essere reimmessa nei canali.
12. Borgo degli Ultramontani. (il primo insediamento del 1200 d.c. circa)

Rappresentazione di un villaggio tipico dell’età medievale.


Fig. 6 – Rappresentazione di un villaggio medievale

Esso, come si vede, è un agglomerato non troppo grande di capanne realizzate con pietra, legno e paglia; normalmente è realizzato nelle vicinanze della residenza del signore.
Oltre alle abitazioni, all’interno del villaggio, si troveranno anche i recinti degli animali domestici.
Al suo interno ci saranno anche le “botteghe” o “officine” in cui gli artigiani del tempo svolgono il loro lavoro (vedi immagini successive) così come ci saranno le donne che svolgono le loro faccende (filatura, tessitura, cucina, ecc.).
Liberi, entro dei recinti, vi saranno gli animali domestici che da sempre vivono con l’uomo. Avremo quindi cavalli, asini, maiali, pecore, capre, buoi, ecc.
All’ingresso del borgo degli ultramonatani saranno disponibili degli opuscoli con la descrizione del luogo e della vita ed abitudini che in esso si conduceva.

9.1. Gli abitanti del borgo.

Al suo interno, come si è detto, viene rappresentata la vita che in esso si svolgeva ed avremo quindi in maniera non esaustiva :


(i Signori)                 (il fabbro)             (i contadini)

(il cuciniere)            (il falegname)         (i costruttori di capanne)

                         

(la filatrice)            (il correggiaio)                 (la tintrice)
Fig. 7 – I diversi personaggi del Borgo

Ultime news

Eventi in programma

Dicembre 2017
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

Videogallery